Abbiamo descritto una realtà che per moltissimi versi non è entusiasmante:
• Non c’è un Dio vero e proprio che comanda le nostre azioni
• Oltre al ciclo della vita, dobbiamo sperimentare anche il ciclo dell’universo: entrambe processioni costanti di creazione e distruzione
• Non esiste un vero e proprio destino, né una direzione chiaramente definita da seguire
• Non manteniamo in nessun modo la nostra forma fisica alla nostra morte, ma continuiamo ad esistere nella forma di effetti generati tramite interazioni
Ma, è importante ricordare che ci sono altrettante informazioni positive all’interno della teoria armonista:
• Possediamo il libero arbitrio e, non solo questo, il libero arbitrio è fondamentale per riuscire a “virare” verso la creazione di un Dio vero e proprio
• Le nostre storie e le nostre esperienze si tramandano non soltanto nel nostro universo ma anche in tutti quelli successivi
• Siamo eredi di personaggi mitologici del passato: la prova è la nostra capacità di immaginarli
• Non avendo un destino prestabilito possiamo decidere come perseguire la felicità e l’armonia, ognuno secondo il proprio modo
Durante lo sviluppo della teoria, non abbiamo mai trattato argomenti molto delicati come l’esistenza di emozioni, pensieri ed eventi negativi. A cosa servono?
Prima di rispondere a questa domanda, è necessario specificare che non essendoci un Dio che comanda tutto ma soltanto entità che interagiscono tra di loro non esiste un vero e proprio colpevole per l’esistenza di questi mali.
Semplicemente, come tutte le cose che hanno un inizio, le cose devono anche avere una fine per permette al ciclo di ricominciare.
Non esistono concetti come “sfortuna”, “ira divina” o altro. Esistono soltanto delle conseguenze dovute a delle interazioni fra diverse entità, regolate da leggi fisiche e tendenze universali.
È forse uno dei punti più duri da digerire di questa teoria: non c’è un colpevole, ma soltanto una successione di eventi.
Disclaimer: i prossimi paragrafi sfociano marginalmente nella psicologia quindi, rispettando il criterio dell’essere science-friendly, non ci si espanderà moltissimo sull’argomento visto la numerosa disponibilità di letteratura scientifica già presente.
Le persone hanno sviluppato una certa sensibilità a determinati eventi e la presenza di emozioni negativi ci può aiutare ad entrare maggiormente in empatia con altre persone che hanno sperimentato o stanno sperimentando quelle stesse sensazioni.
In questo senso le emozioni negative possono essere intese come un’opportunità di profonda interazione fra persone ferite ma non potranno mai essere interpretate, nella teoria armonista, come il risultato di un qualche essere ultraterreno che ci vuole in quale modo punire.
Sei interessato al progetto e vorresti partecipare attivamente alla creazione dell’armonismo?
Non sono richiesti pagamenti o costi nascosti di alcun tipo, soltanto i dati necessari per essere ricontattati.
La compilazione del form non equivale alla firma su alcun tipo di contratto.
