Come ogni religione, all’interno dell’armonismo è spiegata l’origine della realtà e dell’universo. La spiegazione di questi fenomeni è utile per introdurre tutti gli elementi fondamentali di questa teoria.
L’armonismo è una religione science-friendly, quindi la spiegazione per l’origine dell’universo è quella dettata dalle più recenti teorie scientifiche: al momento, quindi, la teoria del Big Bang.
Ma questo, in realtà, non risponde a moltissime altre domande che potremmo farci: da dove la materia di cui è costituito l’universo? Cosa c’era prima del Big Bang? Cosa ci sarà dopo?
In questo testo, proveremo ad elaborare una teoria che riesca a spiegare sia quello che possiamo vedere con i nostri occhi e i nostri strumenti tecnologici sia quello che non possiamo analizzare con ciò che abbiamo a disposizione.
Disclaimer: la teoria che andremo ad esporre non è finita, c’ sempre spazio per il dibattito e il miglioramento. La cosa migliore che si può fare è considerarla una base di partenza.
Premesso questo, possiamo partire con la spiegazione vera e propria.
Come sappiamo, l’universo è composto da atomi. Gli atomi, a loro volta, sono composti da particelle sub-atomiche. Ma di cosa sono composte queste particelle sub-atomiche? E, a loro volta, queste particelle sub-atomiche di cosa sono composte? È chiaro che questo è un ragionamento senza fine.
Il punto è: siamo sempre alla ricerca dell’entità costituente la materia prima dell’universo e anche quando troviamo una risposta scopriamo che si può scomporre e che si può dividere ulteriormente.
Uno dei pochi modi per dare una parvenza risposta definitiva è quella di accettare che arriveremo ad un punto in cui non è più possibile osservare una divisione maggiore nella materia che costituisce il nostro universo: qualcosa di talmente piccolo che non possiede dimensioni fisiche ma che, se si unisce insieme ad altri simili può dare forma a qualcosa di visibile.
Abbiamo introdotto 3 concetti cardinali:
[Entità] Unità Fondamentale
L’unità fondamentale è, come dice il nome, l’unità fondamentale che costituisce il nostro universo. Non può essere in nessun modo osservata attraverso il nostro universo.
[Entità] Forme
Le forme sono raggruppamenti di unità fondamentali che possono essere individuate – con molta fatica – all’interno del nostro universo. Stiamo parlando di atomi, particelle sub-atomiche, stringhe e così via.
[Proprietà] Emergenza
Quando due o più entità si uniscono danno vita a proprietà che singolarmente non avrebbero. Questo è un concetto molto comune anche in natura.
Abbiamo individuato due degli attori che compongono il nostro universo: le unità fondamentali e le forme. Ci manca ancora un attore che distingue le forme che possiedono una volontà (umani, animali, piante, ecc.): le chiameremo per comodità “composizioni“.
[Entità] Composizione
Raggruppamento di forme che possiede una volontà. Le composizioni possono essere persone, animali, piante, ecc.
Anche in questo caso abbiamo utilizzato l’emergenza come proprietà.
Per spiegare le dinamiche dell’universo e della realtà in generale, dobbiamo affidarci ad un altro paio di proprietà che ipotizzeremo di seguito:
[Proprietà] Direzione
Le unità fondamentali sono tutte equivalenti, ma non sono tutte identiche. Ciascuna unità fondamentale possiede un’identificativo unico: aiuta molto pensarle come delle frecce tutte identiche che puntano verso direzioni differenti.
Le direzioni verso cui possono puntare sono infinite, ma ciò non toglie che ogni freccia sia uguale a tutte le altre.
[Proprietà] Risonanza
Le unità fondamentali si raggruppano basandosi sulla direzione e sulla loro capacità di risonanza. Maggiore è la capacità di risonanza di un’unità fondamentale maggiore è la sua capacità di creare legami e dare vita a delle forme.
Le forme, a loro volta, ereditano capacità di risonanza e direzione dalle direzioni che le costituiscono. Anche queste ultime si uniranno per dare vita a delle composizioni.
[Proprietà] Conservazione
Le unità fondamentali non cambiano nel tempo e nello spazio. Sono le stesse da sempre. Cambia soltanto come si raggruppano per formare le forme e le composizioni.
Da qui, la domanda: cosa distingue un raggruppamento di forme (anche molto sostanzioso, come una una montagna o un pianeta) da una composizione dotata di volontà?
La differenza, arrivati a questo punto della teoria, potrebbe risiedere in una proprietà che deriva dalla risonanza e dalla direzione: il contrasto fra le forme. Un raggruppamento di forme troppo omogeneo non permette la costruzione di una composizione, ma un raggruppamento di forme che ha il giusto livello di contrasto/coesione permette l’emergenza della composizione (e della volontà).
[Proprietà] Contrasto
Proprietà derivante dalla direzione e dalla risonanza delle forme. Un raggruppamento che ha un contrasto troppo elevato non potrà stare insieme per molto tempo, un raggruppamento che non ha contrasto non farà emergere una composizione.
[Proprietà] Volontà
Capacità delle composizioni di “ascoltare” i propri contrasti interni e decidere se assecondare uno stimolo piuttosto che un altro.
Ora abbiamo tutti i mattoncini necessari per andare a descrivere quello che succede prima, durante e dopo l’universo.
Per semplicità, partiamo da un punto comune: il Big Bang.
Al momento 0, tutte le unità fondamentali sono raccolte in un singolo punto (questo è possibile perchè, come scrivevamo prima, non hanno una dimensione fisica).
Questo è il momento in cui le unità fondamentali si stanno legando con per andare a creare le prime forme (atomi, particelle sub-atomiche, ecc.). Da qui in poi la progressione è già stata ampiamente documentata a livello scientifico quindi non è oggetto della teoria armonista.
Ci limitiamo ad interpretare i fatti scientifici dicendo che, nella visione “armonista” abbiamo il lento passaggio da unità fondamentali a forme, da forme a raggruppamenti di forme (molecole ed oggetti), da raggruppamenti di forme a composizioni (la nascita della vita).
È necessario fare un appunto importante relativamente alla costruzione di entità più complesse: non è detto che tutte le unità fondamentali debbano raggrupparsi in forme. Stesso discorso per le forme: non è detto che debbano dare vita a raggruppamenti oppure a composizioni. Se hanno una risonanza troppo bassa possono rimanere isolate.
Abbiamo un’idea di cosa succede alle forme che non danno vita a nessun raggruppamento (essendo osservabili nel nostro universo è possibile costruire delle teorie). Ma qual è il ruolo delle unità fondamentali che non si legano con nessuna altra unità fondamentale?
La risposta che possiamo darci, per il momento, è che vanno a dare vita alle regole fisiche del nostro universo (per esempio gravità, elettromagnetismo, forza nucleare debole e forte).
Attenzione: non stiamo dicendo che queste unità fondamentali “generano” l’elettromagnetismo (per esempio), stiamo dicendo che queste unità fondamentali “sono” l’elettromagnetismo.
Questa è l’origine del nostro universo. Fin qui non c’è molto di nuovo, la maggior parte è già stata spiegata dalla scienza.
Veniamo alla parte più interessante: cosa succede alla “fine” del nostro universo?
Per rispondere dobbiamo proiettarci un numero pressoché infinito di anni in avanti.
La teoria è che succede esattamente quello che succede all’origine dell’universo, soltanto al contrario.
Se per l’origine dell’universo abbiamo avuto il seguente ordine di formazione:
UNITÀ FONDAMENTALI → FORME → COMPOSIZIONI
Per la fine dell’universo avremo il seguente ordine di distruzione:
COMPOSIZIONI → FORME → UNITÀ FONDAMENTALI
Quindi, le composizioni saranno le prime ad essere completamente annientate. A seguire ci saranno le forme, fino a ritornare di nuovo ad un “mare” di unità fondamentali sparse ovunque.
Questo è un altro punto fondamentale: l’universo si sta espandendo per via dell’esplosione iniziale, quindi il suo movimento è controllato – in parte – dall’inerzia generata nel momento 0.
L’idea è questa: abbiamo parlato della tendenza di base alla “risonanza” delle unità fondamentali. Fintanto che l’inerzia vince sulla risonanza avremo un universo in espansione, ma nel momento in cui – fra miliardi di miliardi di anni – ci sarà una graduale diminuzione di questa inerzia, allora verrà un momento in cui la risonanza delle unità fondamentali vincerà su di essa. A questo punto, le unità tendono a risuonare le une con le altre, a raccogliersi in un punto e a creare nuovamente dei legami (momento 0).
Ecco spiegata la “respirazione” dell’universo: un’infinita successione di creazione e distruzione dei legami.
Come spiegato all’inizio della pagina, le unità fondamentali (e le loro direzioni) rimangono costanti nel tempo. L’unica proprietà che varia, all’interno della successione, è la loro capacità di risonanza: più la capacità di risonanza aumenta più sarà facile creare entità complesse (forme, raggruppamenti e composizioni).
Chiudiamo con un’ultima risposta ad una domanda che affligge l’umanità da molto tempo: chi/cosa ha creato questo “sistema”?
Sul chi/cosa la risposta sarà alquanto deludente: non c’è una vera entità – un Dio – dietro tutto questo. Semplicemente non è possibile rispondere ad una domanda del genere perchè non si applica in questo contesto: se togliamo le unità fondamentali mancano i concetti di tempo e spazio, senza questi concetti è impossibile definire un rapporto di causalità. Anche qui, bisogna semplicemente accettare l’esistenza dell’universo “as is”.
La buona notizia è che, anche se non c’è un Creatore vero e proprio, possiamo trovare un obiettivo all’interno di questo sistema, ma sarà il tema di un altro testo.
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